
Italia diseguale, ancora
Per la Friedrich-Ebert-Stiftung l’Italia si caratterizza per forti disuguaglianze socioeconomiche che richiedono politiche mirate e investimenti pubblici per equità e sviluppo.
Un Paese frammentato
L’Italia continua a essere segnata da forti disuguaglianze socioeconomiche, con ampie differenze tra le sue regioni. L’analisi contenuta nello studio “Italia (ancora) diseguale” della Fondazione Friedrich Ebert propone una lettura innovativa della situazione, superando la classica divisione tra Nord e Sud e individuando cinque cluster territoriali con caratteristiche peculiari.
Cinque Italie con dinamiche differenti
L’analisi suddivide il Paese in cinque gruppi territoriali distinti:
Rooted innovation with risks of social exclusion: include le metropoli e i principali poli industriali del Centro-Nord, con alta innovazione ma rischio di esclusione sociale per le fasce più deboli.
Strategic industrial location: comprende province con forte vocazione manifatturiera e industriale, ma con minor attenzione alla qualità della vita e all’inclusione sociale.
Balanced living: raccoglie province con una buona qualità della vita e un equilibrio tra economia e benessere sociale, seppur con rischi di invecchiamento demografico.
Struggling intersections: rappresenta territori con potenziale di crescita, ma con opportunità economiche limitate e necessità di investimenti in istruzione e sviluppo.
Structural challenges: include aree con ritardi strutturali significativi, caratterizzate da bassa occupazione e alti tassi di emigrazione.
Capacità amministrativa e sviluppo territoriale
Un fattore chiave nell’analisi è la capacità amministrativa degli enti locali, determinante per l’attuazione di politiche efficaci. Anche su questo fronte emergono profonde disparità: le province con migliori condizioni socioeconomiche tendono ad avere una pubblica amministrazione più efficiente, mentre le aree più svantaggiate mostrano fragilità strutturali che ostacolano l’attuazione delle politiche di sviluppo.
Nuove strategie per un’Italia più equa
Il rapporto evidenzia la necessità di un cambio di approccio nelle politiche pubbliche, con maggiore enfasi su investimenti mirati in sanità, istruzione e infrastrutture. Con una politica industriale “place-based” per valorizzare le specificità territoriali e promuovere uno sviluppo più equilibrato.
Conclusione
Superare le disuguaglianze territoriali non è solo una questione di equità, ma una necessità per garantire stabilità sociale e crescita economica. La sfida è costruire politiche efficaci, capaci di coinvolgere i territori e di rafforzare la capacità amministrativa locale per un’Italia più coesa e inclusiva.
Del resto una società diseguale, dove le ingiustizie e l’iniqua redistribuzione delle ricchezze emergono con sempre maggiore forza, alimenta alienazione, abbandono, discriminazione.
Le Chiese possono svolgere un ruolo in questo contesto? Come parte attiva della società, capace di coglierne le dinamiche più intime e profonde, spirituali ma anche materiali, le Chiese hanno la possibilità di contribuire ad uno sviluppo sociale e culturale consapevole che abbia come riferimento la giustizia nell’ascolto.
Attraverso la propria presenza territoriale, l’impegno diaconale e sociale delle Comunità e, non ultimo, mediante l’importante mediazione culturale spesso realizzata come ponte tra generazioni, culture, lingue.
La FES
La Fondazione Ebert Stiftung (FES) è presente in Italia dal 1973.
Ha tre funzioni strategiche nel dialogo italo-tedesco, che si svolge in una prospettiva europea:
– Informazione e analisi: Attraverso numerose analisi, documenti di briefing, relazioni di esperti e studi, la FES Italia fornisce un’ampia gamma di informazioni sugli attuali sviluppi politici, economici e sociali in Italia.
– Networking e interazione: L’obiettivo della FES in Italia è quello di mettere in dialogo, di riunire e di far interagire tra loro i responsabili della politica, dei sindacati, della scienza e della società civile di entrambi i paesi.
– Dibattito e dialogo: L’informazione e l’analisi, così come il networking e l’interazione, sono importanti prerequisiti per un dibattito orientato ai risultati e un dialogo internazionale tra Germania e Italia condotto in una prospettiva europea. Con le sue misure (sotto forma di conferenze, seminari, forum, programmi di dialogo, discussioni di approfondimento, ecc.), la FES Italia facilita la comprensione delle rispettive posizioni con l’obiettivo di sviluppare posizioni comuni nei settori politici centrali.